Martedì, 07 Febbraio 2012
























La Juve 98 costituisce la storiadue della Juventus 48, che va considerata come una tra le società più rappresentative, e pure più vecchie, del baseball italiano. Proprio perchè "cugina" di quel glorioso sodalizio, la Juve 98 nasce dalle ceneri della Juventus 48 che nel campionato 1997 rinunciò alla serie A nel corso del girone d'andata, perchè in grave crisi finanziaria.

L'obiettivo primario della Juve 98, sin dai primissimi passi, è stato quello di occuparsi dell'attività giovanile e con questa chiave di lettura i dirigenti che hanno fondato la "Juvedue" si avvicinarono al compianto presidente, avvocato Claudio Gatti, chiedendo ed ottenendo di poter operare con quel prezioso serbatoio di piccoli talenti che, nel volgere di qualche anno, sono poi diventati la forza della società. Nella scia di quello sforzo che aveva una precisa valenza ideologica - rispettare ed incrementare il lavoro svolto sin lì dalla Juventus 48 - si è sin qui lavorato in modo fedele, senza mutare mai la filosofia del prodotto sportivo, all'insegna cioè di un baseball giovane e di un preciso progetto fondato sulle forze del domani.

Crescendo, la società ha aperto sino al 2002 anche all'attività femminile, il softball, dedicandosi poi in modo esclusivo al baseball dall'anno 2002 e garantendosi la presenza in tutte le categorie di riferimento, ragazzi, allievi, cadetti, juniores e seniores. Con la squadra seniores la Juve 98 ha dapprima frequentato il campionato di serie C, poi, grazie ad un by federale, è riuscita a collocarsi nel campionato di serie B, dove, grazie alla solidissima regia di un tecnico importante come Biagio Milani, è riuscita a mantenere il proprio diritto a questo risultato, pur presentando in campo formazioni imbottite di giovani alle primissime esperienze.

Proprio a causa della propria evidente inesperienza la Juve 98, classificandosi al quarto posto del suo girone di serie B nel campionato 2002, ha poi dovuto affrontare Ronchi dei Legionari per il mantenimento del posto nel campionato cadetto, in uno spareggio di playout (al meglio delle 5 partite). Uno a uno a Torino, ma zero a due a Ronchi, presentando sempre sul monte di lancio i propri lanciatori juniores (utilizzo massimo 5 riprese a testa, come vuole il regolamento). La Juve 98 è poi riuscita a rientrare in B al termine di una laboriosissima vicenda che l'ha vista ereditare i diritti sportivi proprio da Ronchi dei Legionari che ha optato per l'autoretricessione in serie C1. Nel 2003, però, forte della crescita dei propri giovani talenti, la Juve 98 ha conquistato con bravura il quinto posto nel suo girone di B. Poi però nel 2004, un torneo difficile e la perdita all'ultima giornata della serie B, alla sintesi di una stagione tormentata.

Ripescata per la seconda volta, per via del proprio desiderio di essere presente nel campionato che più di ogni altro "dice qualcosa" a livello nazionale, la B cambia timone e viene affidata alla coppia Cerati-Vaschetto che accettano il ruolo di guidare il gruppo e di giocarvici pure dentro. Il mix è bello, e l'entusiasmo collettivo favorisce un vero e proprio decollo carico di soddisfazioni: la squadra è quarta nel girone A mettendo più volte in difficoltà blasonatissime formazioni con le quali perde complessivamente 9 incontri per un sol punto. Ed al termine della stagione è gioia collettiva

Nel 2006 altro ribaltone: Cerati va a Milano per motivi di studio, Vaschetto mantiene il proprio ruolo e la società gli affida il dominicano Tejeda. Arrivano gli atleti del disciolto Settimo, arriva un ragazzo dalla Sardegna (Lintas) ed uno da Sanremo (Castagno) e due ragazzi in gamba dell'Avigliana baby, Escurolle e Fornari ed entrano nel gruppo anche due oriundi venezuelani, Piovan e Duarte. E insomma, altro ribaltone nella pretesa di avvicinarsi sempre di più alla formula più rappresentativa, quella di diventare squadra con la S maiuscola. Nel 2008 il "fatto di cronaca" più importante di questo decennio: Grizzlies e Juve, da sempre amici-rivali, convengono che vale la pena di accorpare il gruppo per regalare a Torino una nuova identità. La squadra affidata a Marchitelli e Bondavalli con il sostegno di Lunar, fallisce di un' inezia il passaggio alla serie A2 perdendo i playoff contro Buttrio (3-1). Ma è stato un grande, emozionante campionato















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