| Autore | Novara risale in serie A2: ha acquisito i diritti del Rosemar |
JUVE 98 15/12/2007 ore 11:20 | Sconfitto nei playoff per due anni consecutivi, ma vittorioso a tavolino. dove contano la qualità delle intenzioni e la solidità delle ambizioni. Così il Novara baseball ha acquisito i diritti del Rosemar Grosseto che da tempo aveva annunciato la dismissione del campionato di serie A2 e che aveva messo "in palio" la chance di salire. A questa gara hanno preso parte 4 squadre, Livorno, Arezzo, Castenaso e Novara. Ma i piemontesi hanno garantito a gioco lungo la miglior proposta. Dunque nel 2008 il Piemonte potrà garantirsi un derby di lusso, Avigliana.Novara. I blues riavrammo Musumeci prestato nella scorsa stagione agli orange, mentre gli orange si riprenderanno Sironi e Fornari, che nel 2007 hanno fatto esperienza con il team di Spataro. Nell'ambito tecnico il Novara si accinge a scegliere il manager, sicuramente straniero. Due formazioni piemontesi in A2: è un solido segnale.
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marcoborri 15/01/2008 ore 00:07 |
E provate a indovinare qual'è il club che prenderà i diritti della Roma.......se avete qualche dubbio rileggere mio vecchio post su questa stessa discussione. Un libro già scritto, una storia già vissuta, prevedere certe cose talvolta è come rubare le caramelle ai bambini. |
rambo19 13/01/2008 ore 21:49 |
Toh, com'è la storia? Alfonso Gualtieri, noto consigliere federale, non riesce a mettere in piedi una squadra? Ma insomma, Gualtieri fa fatica, Landi in Liguria non ha messo in piedi nulla, Roda è retrocesso dal baseball d'elite ed in B ha rimediato una retrocessione ora colmata dal ripescaggio, De Robbio a Trieste non ha più nulla. |
massimocasorati 13/01/2008 ore 19:54 |
U capì che se capisum no! Non voglio parlare del roster di Milano o di Novara o di chichessia, non posso farlo , non li conosco. Erano solo esempi, sostituiamoli con il Buscate di Sopra ed il Bovisa, quello che affermavo e confermo è che non è possibile sapere quali saranno le forze in campo, finché gli acquisti (la maggior parte all'estero) non saranno completati ed ufficializzati. |
koufax 13/01/2008 ore 18:14 |
Tornando al discorso A2, sembra in forte dubbio la situazione a Roma, con qualche cambio ai dirigenti e un probabile rinuncio al campionato A2. Sarebbe un altro problema da risolvere per quanto riguardano i gironi. |
ginn 04/01/2008 ore 11:16 |
rispondo con estremo ritardo a "Massimocasorati" che, secondo me in maniera un poco arrogante, ci illumina sul termine " consolidato", esternando una teoria , sicuramente frutto della sua esperienza, che divrebbe portare le squadre citate ( Novara ,Milano,Senago..) sulla retta via della programmazione sportiva... Fortunatamente ci ha già pensato Licantropo a ricordarti che , probabilmente, le uniche squadre che hanno un roster " di proprietà", cresciuto nella società stessa, sono proprio: Novara, Milano e Senago... AH! Buon anno a tutti... |
massimocasorati 02/01/2008 ore 16:43 |
Mi ero perso l'intervento di Ermanno a proposito di scelte societarie sul mettere in campo una squadra di diciottenni nella Under 21 (nessuno lo vieta), il fatto è che poi, quando una società farà una scelta del genere, verrà bollata come quella che "snobba" il campionato, non schierando i ragazzi più preparati disponibili nei vari roster. No, secondo me il fatto deve essere determinato da una scelta di base e non lasciato all'arbitrio delle società. Come sempre, la federazione dovrebbe mostrare il coraggio di fare delle scelte e non sempre demandare alle società le decisioni reali. |
ermanno 02/01/2008 ore 16:13 |
Non so se è una notizia attendibile o una bufala, ma sul forum del Nettuno ho letto che il Bologna avrebbe chiesto al Latina di "fare franchigia" e partecipare al campionato nazionale under 21. Se fosse vero ne sarei felice, avevo auspicato qualcosa di simile in questo topic più di 20 giorni fa..... |
marcoborri 22/12/2007 ore 01:42 |
"....sarebbe il momento di distogliere lo sguardo dal proprio orticello e cominciare a collaborare con i vicini di casa per rianimare il "malato". Unire le forze non vuole solo dire mettere insieme giocatori di squadre diverse, ma anche discutere e confrontarsi e, magari, scoprire nuove idee e punti di vista diversi dai propri. Sapremo farlo?"
No Maurizio, non sapremo farlo, non ci sono vicini abbastanza reattivi alla bisogna e la cancrena è già arrivata sopra il ginocchio. Se ti va bene viene guardato con occhio sospettoso, se ti va male sei messo all'indice. Credo che giunti allo stato attuale della malattia solo una passata con il napalm (magari due) potrebbe aprire qualche speranza per il futuro. Mi chiederai perchè allora continuo a sbattezzarmi in questo ambiente ? Perchè credo che per combattere non sia necessaria la garanzia di vittoria. |
slut 21/12/2007 ore 22:06 |
AUGURI A TUTTIIIIIIIIIIII !!!!!!!! BUONE FESTE E UN FANTASTICO 2008!!!! |
massimocasorati 21/12/2007 ore 21:07 |
Tutto giusto quando ci si mette nell'ottica della categoria "junior international". Tutto il resto sono balle. |
maurizio 21/12/2007 ore 19:38 |
ricambio gli auguri di marcoborri (estesi a tutti) e puntualizzo: c'è grande differenza infatti tra PROFESSIONISTA (che prende il grano per una prestazione offerta, sulla cui qualità poi si può sempre discutere) e PROFESSIONALE (che fa bene le cose a prescindere dai soldi che intasca). Di questa ultima categoria, nel baseball, penso che sempre meno possano rispondere "presente". Il futuro non è molto roseo: sarebbe il momento di distogliere lo sguardo dal proprio orticello e cominciare a collaborare con i vicini di casa per rianimare il "malato". Unire le forze non vuole solo dire mettere insieme giocatori di squadre diverse, ma anche discutere e confrontarsi e, magari, scoprire nuove idee e punti di vista diversi dai propri. Sapremo farlo? |
marcoborri 21/12/2007 ore 13:03 |
Non porta da nessuna parte, ma “who cares ?” L'under 21 di fatto rappresenta un disturbo per il movimento delle serie minori in quanto il fascino di una A2 o di una B geriatrica è imbattibile per le menti ossidate dalla vanagloria. La fascia d'età dovrebbe essere quella della juniores internazionale, il campionato inizialmente su base regionale o interegionale aperto a chiunque, il sistema quello dei college, con successivi concentramenti super regionals e infine finali nazionali. Incentivi economici di eccellenza per la partecipazione, premi non solo in denaro ma anche sotto forma di stages e tournée oltreoceano (USA, Giappone) per partecipare alle miriadi di leghe estive riservate ai giocatori di High School e College. Obiettivo: formare autentici giocatori. Per tutti gli altri, per tutti coloro che per qualsiasi motivo non sono stati buoni di diventare giocatori di livello e che continuano per anni a navigare fra i vari pollai domestici, magari con certi ingaggi a fondo perduto, prospetto un bel futuro da vari amatori: il parco pubblico. |
ermanno 21/12/2007 ore 12:33 |
Avevo perso l'intervento di Casorati sull'età dei giocatroi dell'Under 21. Secondo me più che un problema di regolamenti è un problema di obiettivi societari. Nessuno vieta a una società di partecipare al campionato Under 21 con i ragazzi di 16-18 anni. Avranno la possibilità di crescere (se quello è l'obiettivo) confrontandosi con atleti già formati e più maturi. Se l'obiettivo è invece quello di vincere i campionati allora il discorso è diverso e si può arrivare a chiedere il prestito di D'Angelo per la finale del campionato juniores sfruttando il doppio tesseramento. Io però non capisco dove possa portare una simile mentalità. |
fox 21/12/2007 ore 10:24 |
Chi sa dire come mai il Novara sarebbe riuscito a spuntarla sul livorno e sulle altre squadre toscane che si erano proposte per l'acquisizione dei diritti.? Non sara' mica successo come l'anno scorso con il Brescia dove e' intervenuta la Federazione ( forse anche economicamente)? Al di la' dell'aspetto economico che mai nessuno ha il coraggio di quantificare( chiaramente il tutto in nero e in contanti) quali saranno state le motivazioni) |
marcoborri 20/12/2007 ore 21:54 |
E certo Maurizio, il dilettantismo vs professionismo. Ma non sulla base della volgare pecunia (che tutti son bravi a farsi una professione laddove ci sono i quattrini) o sognando improbabili folli progetti (Fraccari docet), bensì sulla capacità di ideare e portare avanti un qualsiasi progetto di basso profilo. Non sono i soldi a fare di un carpentiere un dirigente capace, ma tutto quello che risiede fra le due orecchie del dirigente, che sia carpentiere o ingegnere. Vedo che ci siamo intesi alla prima, come sempre. Auguri Maurizio. |
maurizio 20/12/2007 ore 20:12 |
@ marco borri: "more solito" i tuoi interventi aprono discussioni interessanti ( poi si può essere d'accordo o no, io spesso lo sono, ma l'importante è stimolare a pensare...). Intervengo perchè ho "scoperto l'acqua calda": il problema è proprio il DILETTANTISMO, inteso nella sua accezione peggiore; vale a dire dirigenti, società, tecnici, giocatori ecc.. che non sono formati o preparati (o non sono proprio in grado...) di fare il proprio "mestiere", tipo l'ingegnere navale che si "scopre" allenatore delle giovanili o il carpentiere che fa il presidente di società ( ogni riferimento a persone è ovviamente casuale). Certo il Professionismo remunera e dunque OBBLIGA a formarsi (io insegno a scuola ed un percorso formativo sono stato obbligato a farlo), il dilettantismo no... |
marcoborri 20/12/2007 ore 00:26 |
Siamo evidentemente off topic, ma dato che siamo arrivati al nocciolo del problema val la pena affrontarlo. Per poter credere a qualcuno io voglio vedere un programma pluriennale dettagliato fin nei minimi particolari (obiettivo da raggiungere nei 5 anni – strategia di permanenza al predetto livello una volta raggiunto - analisi delle attuali risorse umane, finanziarie e strutturali – analisi delle stesse risorse da raggiungere fra 5 anni e piani annuali per il loro raggiungimento – eventuali strategie di riserva per ogni manovra che non riesca ad andare a buon fine in corso d'opera). In altre parole, voglio vedere qualcuno che mette pubblicamente una moneta da 1 euro su di un obiettivo ragionevolmente plausibile e decide di perseguirlo pervicacemente. Dopodichè sarà persino piacevole parlare di tutto il resto, giocatori, allenatori, tifosi, intrattenimento e hot dog. |
koufax 19/12/2007 ore 21:57 |
L'obbiettivo del Reggio e tornare in A1 nei prossimi anni e vincere in A1.
Per farlo in un modo sostenibile deve costruire l'ambiente giusto e per quello ha scelto di scendere in A2 dopo il 2005.
La squadra o ha vinto il girone di A2 o ha disputato il campionato A1 ogni anno dal 2001 a 2006. Poi nel 2007 ha finito settima nel girone (pure solo 4 partite dalla prima). L'obbiettivo nel 2008 e' cercare di vincere il girone e non ripettere le delusioni del 2007.
Al momento la squadra ha un oriundo in meno, un emiliano in prestito in meno, e un coach straniero in meno rispetto al 2007. La squadra cerca di svillupare e vincere contemporaneamente, e pensa di aver scelto dei giocatori forti che permettono questi due obbiettivi. Non spende piu' soldi o compra piu' giocatori degli altri anni, ma sceglie di fare le scelte migliori. Dei giovani che hanno portato l'under 21 ai playoff l'anno scorso troveranno piu' spazio quest'anno sperando che qualcuno puo' avere un impatto importante nei prossimi anni. |
ermanno 19/12/2007 ore 19:48 |
E questo è un altro problema. "I giovani ci servono per fare la A2 o la B". E si finisce in un vicolo cieco. Perchè lo Junior Parma fa la serie A2 con i ragazzi che si costruisce in casa mentre il Reggio fa la stesso campionato con un corollario di oriundi e di italiani importati dalle province vicine. Quali sono gli obiettivi dello Junior? Quali sono gli obiettivi del Reggio? Se lo Junior (e chiedo scusa a Casorati se prendo loro come esempio) vuole pensare alla maturazione dei giovani non deve preoccuparsi della classifica. Dovrebbe mandare i migliori a giocare nell'under 21 nazionale e utilizzare i più piccini nel campionato provinciale. Mi permetto di dire (senza averne cognizione diretta) che se lo Junior vincesse il campionato di A2 avrebbe grosse difficoltà ad affrontare la serie superiore. Il Reggio ha sicuramente obiettivi diversi. Vuole vincere il campionato. Altrimenti non ricorrerebbe a svincoli e tesseramenti di oriundi. Però due anni fa ha rinunciato alla serie A1 e si è autoretrocesso. E se tornasse a vincere la A2 che farebbe? Ha strutture, soldi, sponsor, settore giovanile per affrontare la serie A1? E perchè dovrebbe passare attraverso le forche caudine di una A2 per fare il campionato maggiore? A mio modesto parere dovrebbe bastare la presentazione di un piano dettagliato e credibile a lungo termine per ottenere l'immediata ed automatica ammissione alla A1. Il meccanismo delle franchigie, piaccia o no, funziona così. |
ermanno 19/12/2007 ore 19:48 |
E questo è un altro problema. "I giovani ci servono per fare la A2 o la B". E si finisce in un vicolo cieco. Perchè lo Junior Parma fa la serie A2 con i ragazzi che si costruisce in casa mentre il Reggio fa la stesso campionato con un corollario di oriundi e di italiani importati dalle province vicine. Quali sono gli obiettivi dello Junior? Quali sono gli obiettivi del Reggio? Se lo Junior (e chiedo scusa a Casorati se prendo loro come esempio) vuole pensare alla maturazione dei giovani non deve preoccuparsi della classifica. Dovrebbe mandare i migliori a giocare nell'under 21 nazionale e utilizzare i più piccini nel campionato provinciale. Mi permetto di dire (senza averne cognizione diretta) che se lo Junior vincesse il campionato di A2 avrebbe grosse difficoltà ad affrontare la serie superiore. Il Reggio ha sicuramente obiettivi diversi. Vuole vincere il campionato. Altrimenti non ricorrerebbe a svincoli e tesseramenti di oriundi. Però due anni fa ha rinunciato alla serie A1 e si è autoretrocesso. E se tornasse a vincere la A2 che farebbe? Ha strutture, soldi, sponsor, settore giovanile per affrontare la serie A1? E perchè dovrebbe passare attraverso le forche caudine di una A2 per fare il campionato maggiore? A mio modesto parere dovrebbe bastare la presentazione di un piano dettagliato e credibile a lungo termine per ottenere l'immediata ed automatica ammissione alla A1. Il meccanismo delle franchigie, piaccia o no, funziona così. |
ermanno 19/12/2007 ore 19:48 |
E questo è un altro problema. "I giovani ci servono per fare la A2 o la B". E si finisce in un vicolo cieco. Perchè lo Junior Parma fa la serie A2 con i ragazzi che si costruisce in casa mentre il Reggio fa la stesso campionato con un corollario di oriundi e di italiani importati dalle province vicine. Quali sono gli obiettivi dello Junior? Quali sono gli obiettivi del Reggio? Se lo Junior (e chiedo scusa a Casorati se prendo loro come esempio) vuole pensare alla maturazione dei giovani non deve preoccuparsi della classifica. Dovrebbe mandare i migliori a giocare nell'under 21 nazionale e utilizzare i più piccini nel campionato provinciale. Mi permetto di dire (senza averne cognizione diretta) che se lo Junior vincesse il campionato di A2 avrebbe grosse difficoltà ad affrontare la serie superiore. Il Reggio ha sicuramente obiettivi diversi. Vuole vincere il campionato. Altrimenti non ricorrerebbe a svincoli e tesseramenti di oriundi. Però due anni fa ha rinunciato alla serie A1 e si è autoretrocesso. E se tornasse a vincere la A2 che farebbe? Ha strutture, soldi, sponsor, settore giovanile per affrontare la serie A1? E perchè dovrebbe passare attraverso le forche caudine di una A2 per fare il campionato maggiore? A mio modesto parere dovrebbe bastare la presentazione di un piano dettagliato e credibile a lungo termine per ottenere l'immediata ed automatica ammissione alla A1. Il meccanismo delle franchigie, piaccia o no, funziona così. |
massimocasorati 19/12/2007 ore 18:34 |
Credo si stia andando off topic, ma una parola la dico: siete sicuri che la Under 21 possa essere una serie propedeutica al professionismo o al baseball di alto livello? Non è che, per caso, i giocatori di 21 anni di un certo spessore già giocano in A1, A2 o almeno in B, contro avversari che li possono veramente impegnare? Non è che la Under 21 altro non rappresenta che un parcheggio per i 21enni che ancora non arrivano alle serie superiori? In poche parole credo che una under avrebbe senso solo se fosse under 19 o anche 18, quella attuale è assolutamente insensata, tanto da procurare i fraintendimenti che già abbiamo visto e che vedremo ancor di più. |
ermanno 19/12/2007 ore 18:04 |
Ho fatto i nomi del Nettuno o della quattro squadre lombardo-piemontesi a caso. La Federazione dovrebbe fare uno sforzo fin da subito per permettere alle società di A1 di fare l'Under 21 dove meglio credono. Mi spiego, nella mia immensa ingenuità. In Emilia-Romagna ci sono 5 squadre su 8. Parma può fare l'Under con le forze lolcali, lo stesso vale per Bologna. Ma Godo, San Marino e Rimini che sono a 30 chilometri l'una dall'altra? Non vedrei nulla di scandaloso se Piemonte e Lombardia mettessero in piedi un' Under21 nazionale che giocasse in "quota Godo". Lo stesso discorso per la Sicilia che potrebbe creare un'Under 21 in "quota San Marino" o in "quota Rimini". I ragazzi in età di Godo, Rimini e San Marino potrebbero giocare in un'unica squadra. Ripeto, lo scopo è giocare di più e al massimo livello possibile, non vincere i campionati. Avremmo così un campionato Under21 davvero nazionale. Una squadra del Nordest, una del nordovest, tre della zona emiliano-veneta, una toscana, una laziale e una del sud. Non mi sembra difficile. E non avremmo problemi legati ad un'eventuale retrocessione in A2 di una delle otto "elette". Peccato però che la Fibs abbia già emesso un comunicato nel quale dice che il campionato Under 21 è "riservato alle società di serie A1". |
licantropo 19/12/2007 ore 17:49 |
@ermanno: sono completamente d'accordo con quello che scrivi. E non ti chiederei mai che fine farebbe la rivalità Novara-Milano. Sempre che ci sia rivalità. Io se devo pensare a una squadra "rivale" ora come ora penso ad altre squadre. E forse il problema sta proprio qua: a occhio mi viene più facile pensare a una collaborazione Novara-Milano (che di sicuro porterebbe in mostra qualche talento) piuttosto che collaborazioni Milano-Bollate-Senago-Rho, e credo che chiunque conosce queste quattro realtà non possa non essere d'accordo con me (a prescindere dai motivi). E infatti io personalmente mi immagino un progetto franchigie più libero rispetto a quello a contorni regionali che la Federazione sembra propensa a spingere: chiunque è libero di stringere collaborazioni con chiunque, a patto che si rispettino le stesse regole e si lavori tutti per il fine comune. Che è, appunto, quello che scrivi tu: prima di tutto produrre talenti. |
ermanno 19/12/2007 ore 15:48 |
Per Licantropo. Il problema è proprio questo. A mio modo di vedere dobbiamo superare questa mentalità "italiana" per darci una struttura più internazionale. Basta creare un campionato di vertice, professionistico, al quale si possa accedere dando precise garanzie (a lungo termine) sotto l'aspetto tecnico ed economico. Il resto dovrebbe essere finalizzato alla crescita dei nostri ragazzi in un progetto di franchigie reali. Se mi trovo a gestire l'under 21 (o rookie league) del Nettuno devo capire che il mio obiettivo non è vincere il campionato ma mettere i giovani in condizione di crescere adeguatamente. E il Nettuno deve fare di tutto per dare il massimo supporto tecnico a chi gestisce l'under. Mi chiedi dove andrebbe a finire la rivalità tra Novara e Milano? Esistono leghe indipendenti, staccate dal progetto franchigie. Milano, Novara, Rho e Bollate possono crearsi un proprio campionato con le regole che ritengono più opportune. E se un giorno apparisse all'orizzonte un Tycoon che volesse riportare Milano all'interno del progetto franchigie sarebbe il benvenuto. A patto che presenti le giuste credenziali. Campo, tecnici, giocatori, settore giovanile, soldi...
E' ora di chiarire gli obiettivi e sganciarsi dalla realtà di una "mamma federazione" che deve sempre provvedere a tutto. Una volta che ho chiarito i miei programmi posso decidere cosa fare. Ad oggi mi pare che ci sia soltanto tanto campanile e tanta confusione: i nostri giovani non trovano programmi adeguati e smettono di giocare. Forse bisognerebbe crearsi qualche alibi in meno e rimboccarsi le maniche un po' di più. |
licantropo 19/12/2007 ore 14:51 |
@ermanno: eppure il progetto franchigie è l'unico che potrebbe risolvere i problemi economici di questo sport. Ma non si può restare col piede in due scarpe: intraprendere il progetto franchigie significa infilarsi in un modello all'americana fatto di leghe "chiuse". Un progetto franchigie con promozioni e retrocessioni darebbe importanza ancora alla squadra come concetto trainante, mentre le squadre dovrebbero essere solo contenitori di talento e poco più.
@casorati: per quello che posso dire Milano, come Senago, Novara e poche altre realtà, ha un roster consolidato, composto da giocatori "non mercenari". Il problema di Milano (ma sono certo che anche nelle altre società ci siano problemi simili) è quello che di ricambio ce n'è poco. |
ermanno 19/12/2007 ore 13:32 |
E in mezzo a questo marasma c'è ancora qualcuno che si illude di portare avanti un "progetto franchigie"? Un progetto destinato alla crescita del movimento che non preveda meccanismi di promozione o rtrocessione ma solo l'inserimento in una categoria in funzione di età dei giocatori, livello tecnico e disponibilità economiche? Poveretto..... In questa discussione è uscita tutta la crema del nostro movimento. Provincialismo elevato alla massima potenza. Con questi presupposti ci sarà qualcuno disposto a rinunciare alla propria guerra tra poveri e arrivare dietro, magari anche ultimo, pur di far crescere cinque ragazzi delle giovanili? Ci sarà qualcuno che prende iniziative personali per il futuro dei nostri ragazzi e non verrà tacciato di strane connivenze o accusato di guardare solo agli interessi personali? Invidia e dietrologia, basso campanilismo e spaventosa miopia.
Capisco perfettamente perchè sono pochi i giovani che decidono di fare esperienze importanti come andare all'estero o, al limite, anche solo provare un tryout per l'Accademia. Se continuiamo a crescerli facendogli pensare che l'obiettivo massimo è quello di battere la squadra X in A2 o la squadra Y in B non li porteremo da nessuna parte. E resteremo qui a chiederci come mai la società W gioca in un campionato senza averne guadagnato il diritto sul campo. |
marcoborri 19/12/2007 ore 11:52 |
“Luck is the residue of design” (la fortuna è il residuo di un progetto), Branch Rickey. Dalle nostre parti è invece particolarmente in voga il motto “Finchè la barca va lasciala andare”, Orietta Berti. |
massimocasorati 19/12/2007 ore 10:43 |
Cosa si intende con "consolidate"? Se ad esempio Avigliana è consolidata, sappiamo con una certa approssimazione quale sarà il suo roster? Il roster di Milano, è consolidato, oppure ci si basa su ipotesi? Quale è il progetto a medio termine? Per esperienza ti posso dire che confondere "consolidato" con "potenzialmente vincente" è un errore, si può vincere grazie alla disponibilità del momento di risorse per l'acquisizione di giocatori di livello e poi, nel giro di due anni, ritrovarsi due serie più in giù e senza neppure uno straccio di vivaio a cui attingere per una eventuale rifondazione. |
ginn 19/12/2007 ore 00:00 |
non posso che essere di comune accordo a quanto detto. E' vero, si potrebbe benissimo fare un girone di A2 con 9 squadre, una giornata di riposo anticipato ad Agosto, niemte di male.. Il discorso venuto fuori in seguito, pero', dauna parte da ragione nel vedere una squadra come il Novara,in A2, ma ne potrei citare altre, per non essere accusato di campanilismo. squadre che hanno un progetto di base, non improvvistae... parliamoci chiaro, abbiamo vosto improvvisazioni di A1 rischiare la C quest'anno,le squadre bene oraganizzate sono altre... sono certo che il girone " nord " della serie A2, dovesse inglobare , per esempio, Novara e Senago, diventerebbe un girone " all'arma bianca", dove 10 squadre su 10 ( anzi a questo punto 12 su 12 ), si giocherebbero tutte le partite alla morte, e la retrocessione sarebbe una sorta di estrazione....tutto perchè, nel girone nord, ci sono squadre consolidate, vedi Bollate, Milano,Codogno,Avigliana, le emiliatne tutte,ecc.
anzi , vi pongo un quesito, secondo voi tra le squadre di A2, girone nord, chi rischia parte sfavorita per i play out?
io dico la mia, nonostante la neopromozione, Milano arriva davanti a qualcuno dei colleghi lombardi....... ciao |