Sabato, 28 Gennaio 2012


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AutoreI problemi del basket assolutamente omologhi ai problemi del baseball
JUVE 98
25/09/2008
ore 15:18
Lo sport più americano di tutti, parliamo del basket, si è resto conto di aver sbagliato strada. E nelle riflessioni di questo sport c'è, copia conforme, la verità del baseball italiano. Basket e baseball a Pechino non c'erano, ed ora il basket cerca di darsi una mossa, il baseball persegue invecem consolidandola, l'idea americana
Sta di fatto che il basket si è reso conto che se continua così, non avrà più vertic,e la nazionale sarà quella che è ecc. E oggi sulla "gazza" il vate Bianchini, uno dei tecnici più preparati della storia d'Italia, da un'interpretazione del ciò che si fa che ha attinenza con il baseball. Bianchini dice "basta con gli stranieri, usiamo giocatori che sarebbero inferiori ai nostri, solo perchè costano di meno". Tradotto, impegnamoci per costruire e consolidare la storia con scuole di pensiero made in Italy. E' leit motiv degli oriundi da 1500 che battono intorno a .300 ecc ecc.
juve98
26/09/2008
ore 15:39
Bravo Brescia, questa è l'unica strada percorribile, tirarsi su le maniche e trottare, ed avere un minmo di pazienza, ma i risultati verranno. Bravo, Brescia
fabietto52bis
26/09/2008
ore 13:35
Molto importante è prepararli questi giovani e il problema più grosso è che ti può capitare una generazione in cui non hai giocatori che per le loro capacità non sono da prima squadra e quindi li perdi perchè tra panchina e oriundi questi non giocano. Bisogna vedere che obiettivi si pone una società.
francopicchieri
26/09/2008
ore 12:49
Non capisco l'intervento dell'anonimo preachersix.
Sono l'addetto stampa del CUS Brescia Baseball, e faccio fatica a capire quale sia il metro utlizzato per giudicare se un esempio sia o meno di successo.
E poi bisogna intendersi.
Successo è una parola piuttosto scivolosa, che non so quanto quanto sia giusto applicarla ad una esperienza quale quella che stiamo portando avanti da alcuni anni a Brescia.
Giocare, come abbiamo fatto, le due partite di Coppa Italia con in campo contemporaneamente un giocatore del 1986, uno del 1988, due del 1991, uno del 1992, tre del 1993 (età media quindi di 17 anni scarsi..), con l'unico over 22 il lanciatore (ma nella seconda partita han lanciato un inning ciascuno un ragazzo di 15 anni -0 punti entrati- ed uno di 17 anni -0 punti entrati-), perdendo sì entrambe le partite ma mettendo in mostra un bel baseball (e battendo nelle due partite 20 valide, contro le 21 complessive di Ares e Portamortara), lasciando nella prima partita ben 17 giocatori sulle basi, ebbene a e me ad alla società che rappresento tutto questo sembra un successo.
Un grande successo.
Lavoriamo da alcuni anni con grande impegno a livello scolastico, abbiamo fatto un piano di sviluppo sotto la direzione tecnica di Giulio Montanini che prevede nel giro di alcuni anni di avere una squadra composta prevalentemente da italiani, anzi, da bresciani, anzi, meglio ancora, da atleti usciti dal nostro vivaio.
E' un lavoro faticoso, che richiede quotidianamente un grande dispendio di tempo, energie, risorse, e che riusciamo a portare avanti grazie alla generosità, all'abnegazione, all'impegno e all'entusiasmo di Giulio, Arnoldo, Angel, Giovanni, Ernesto, Sandro, Paolo, Patty, Albastella, tutte persone che stanno facendo crescere il mondo del baseball a Brescia.
I frutti li abbiamo già visti (negli ultimi anni la nostra è stata la società lombarda con più convocati nelle rappresentative regionali giovanili), ma lavoriamo sodo per costruire, e non solo per vincere. - Segue..
francopicchieri
26/09/2008
ore 12:49
Segue-
E personalmente credo che questa sia l’unica via d’uscita per il baseball italiano. Non gli stranieri, non gli oriundi, ma gli atleti cresciuti nei nostri vivai (e tra questi metterei anche gli innumerevoli ragazzi di passaporto rumeno, ucraino, pakistano e chi più ne ha più ne metta, che giocano nelle nostra squadre giovanili).
Dobbiamo avere pazienza, lavorare per il futuro, mettere in conto che probabilmente per alcuni anni la nostra nazionale non otterrà risultati, magari il livello complessivo del baseball italiano si abbasserà senza stranieri ed oriundi, ma è l’unica strada possibile.
E se riusciremo a far uscire il nostro sport dalla piccolissima nicchia in cui è annidato, e raggiungere un numero di praticanti anche solo un poco più corposo, e a far giocare con continuità i nostri giovani, anche i risultati verranno di conseguenza.
Questo, e solo questo per me è il “successo”.
preachersix
26/09/2008
ore 11:52
Non mi sembrano poi esempi di grande successo...
fabietto52bis
26/09/2008
ore 08:42
Direi che comunque non c'è confronto. Da una parte c'è il secondo sport praticato in italia, dall'altra max 17000 tesserarati tra morti e vegeti. Direi che nel baseball di stranieri o oriundi che giocano al posto di altri ce ne sono ben poch dato che le societa se potessero non li farebbero giocare. Che poi si concentrino risorse per questi e non si lavori per i settori giovanili questa è una seclta delle singole società, non del sistema. Ci sono Realtà in cui oriundi-stranieri e settori giovanili vanno di pari passo. Basti vedere Rajo, Brescia e Vercelli in particolare.
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